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Anno 2008 - BRIANZA
La PEDEMONTANA nasce vecchia, CHI finanzia un rudere?


Martedì 5 febbraio, presso l'Auditorium del Sole 24 ore a Milano, si é tenuta la presentazione della "Pedemontana".

Gli Amministratori e politici presenti - Penati, Formigoni, Di Pietro, Cattaneo - l'hanno presentata come la panacea per la soluzione di buona parte del traffico lombardo attesa da tutti, ma proprio tutti?

Non neghiamo che in Lombardia ci sia un problema legato al traffico, ma ci pare che l'approccio non tenga conto di vari aspetti che ormai caratterizzano la nostra epoca. In altre parole le modalità previste ora per la realizzazione della Pedemontana sarebbero state auspicabili all'epoca dell'Autostrada del Sole nel lontano 1964: oggi sono vecchie. La Pedemontana é inutile.

Alcune riflessioni.

Ancora una volta abbiamo assistito alla celebrazione del mito della crescita e della competitività, abbiamo assistito alla declinazione dell'eguaglianza "più sviluppo economico uguale benessere" senza entrare nel merito di cosa sia il benessere e dei suoi effetti indotti. Evidentemente non si vogliono ancora fare i duri conti con la realtà dell'ambiente. Guardiamo i dati sull'impronta ecologica dell'Italia. Dati che - nota bene - sono stati presentati dal Presidente Barroso (http://www.ewire.com/display.cfm/Wire_ID/2649) per mostrare l'impatto ambientale dei vari stati europei sull'ambiente. Da essi emerge che stiamo consumando risorse ben al di là della capacità di rigenerazione dell'ambiente in cui viviamo e la Lombardia é ai primi posti.

Le immagini da satellite rielaborate del carico medio di biossido di azoto in Europa non sono fantasia: le macchie più scure stanno concentrate in pochi posti come la Ruhr, il Belgio, il centro di Parigi, di Londra. La Pianura Padana, dove si vorrebbe realizzare la Pedemontana, é una delle più estese e scure.


La cosa che evidentemente fa "paura" é il dover accettare che in Lombardia l'ambiente é sovrasaturo a causa di una urbanizzazione incontrollata, che occorre prendere subito provvedimenti radicali e innovativi e che quindi, se ci sono soldi, questi dovrebbero essere spesi per costruire - ora non tra dieci anni - quelle infrastrutture che permettano di mantenere stili di vita dignitosi in situazioni critiche. Lo sciopero dei camionisti sembra non aver insegnato nulla rispetto alla fragilità dei nostri sistemi di approvvigionamento alimentare e di mobilità. Il trasporto su gomma é una delle forme meno razionali che siano state inventate. La Pedemontana lo mantiene con ulteriore impiego di territorio agricolo. Chiediamo quindi a fronte di un potenziamento del trasporto pubblico che farebbe diminuire il traffico, la razionalizzazione della viabilità esistente senza spreco di ulteriore territorio.

Vogliamo dare lavoro alle imprese, creare lavoro? Facciamolo con la messa in cantiere di opere che effettivamente abbattano gli impatti, siano socialmente e ambientalmente sostenibili.
Esempi? La messa in efficienza energetica di tutta l'edilizia lombarda ben lontana dai 70 KWh/ mq anno e che farebbe risparmiare emissioni ben di più di 100 Pedemontane. La difesa e l'incremento di una agricoltura locale sana. La creazione di un sistema di trasporti efficiente. La decostruzione di tanti mostri edilizi che sono stati realizzati nel tempo. Il ripristino di corridoi biologici perché la vita degli umani dipende anche dalla vita di tanti esseri di cui ignoriamo la funzione e la bellezza.

I finanziatori.
Ci chiediamo come si possano anticipare - senza avere altre mire - soldi per una autostrada che dovrebbe essere pronta nel 2015 che costa 4.115 milioni di euro e che dovrebbe dare un ritorno economico solo con i pedaggi. Nel 2005 si scriveva che con livelli di domanda energetica del 2003 (senza Cina e l'india in vertiginosa espansione...) la durata del petrolio sarebbe stata di circa 40-45 anni. Chi avrà tra qualche anno i soldi per pagarsi macchina, benzina e pedaggi? E le restrizioni prossime venture dovute agli effetti del cambiamento climatico? I politici hanno ragione nel dire che la Pedemontana sarebbe un miglioramento, ma per una persona chiusa in una stanza dove gira un motore fatiscente, la sua sostituzione con un motore più efficiente non cambia di molto la prospettiva: ad un certo punto mancherà comunque l'aria.

Chi garantisce poi che ai margini delle strade di connessione - come sempre é successo - non ci costruiranno nuovi quartieri residenziali magari realizzati nella speranza di recuperare in qualche modo gli ingenti finanziamenti investiti? E' ancora proponibile pensare di poter continuare a far crescere il numero di abitanti della Lombardia?
Ogni abitante porta con sé un certo impatto ambientale che va ad aggiungersi a quello presente già molto superiore a quanto la nostra regione può sopportare ( www.parchivimercatese.it ).

Raffaele Cattaneo - Assessore regionale alle infrastrutture - ha detto che vuole tenere in mano la pianta e la betoniera: é ora di rendersi conto che queste immagini tranquilizzanti che sembrano salvare capra e cavoli e permettono di tirare avanti sino alla prossima elezione non reggono più; noi come cittadini chiediamo un sistema di trasporti pubblici che renda poco attraente l'uso della macchina, vogliamo un trasporto di merci tramite treno e delle stazioni di scambio intermodale, vogliamo filiere corte, vogliamo sicurezza alimentare, vogliamo mantenere dei paesi vivi socialmente ed economicamente grazie anche a forme di commercio diffuso. Vogliamo la Dorsale Verde prevista dalla Provincia di Milano, vogliamo un contenimento del numero degli abitanti dei nostri paesi, vogliamo una rete funzionante di parchi di interesse sovracomunale.
Come cittadini esigiamo la conservazione della bellezza del paesaggio che ci circonda e che vogliamo raggiungere in bicicletta. Perché la bicicletta va grazie ai nostri muscoli che traggono energia dal cibo che vogliamo veder coltivato anche intorno ai nostri paesi. Non ci sembra di chiedere molto.

Per quanto riguarda I pannelli fotovoltaici citati come uno degli interventi di qualità quanto meno suggeriamo di fare una valutazione dei costi di manutenzione: gestiamo in prima persona 48 mq di pannelli fotovoltaici in zona non particolarmente trafficata: ogni hanno una pulita é d'obbligo per mantenerli efficienti. Come si comporteranno pannelli a lato di una trafficatissima autostrada che produce polveri e prodotti di combustione? Basta guardare quante incrostazioni ci sono sopra i guard rail vicini ai punti dove si pagano i pedaggi. Non sarebbe meglio installare i 60.000 mq previsti su edifici pubblici lontano dalle polveri?
Facciamo anche notare che la riduzione di 400 tonnellate di inquinanti in meno all'anno può essere raggiunta con circa 170 tetti con un impianto da 3,8 KW di picco ciascuno. Costo 4 milioni di euro...

Unico vero elemento di novità, rispetto al passato, può essere l'approccio del nuovo Presidente Fabio Terragni, quando si fa carico di proporre un coinvolgimento vasto della popolazione dei territori, fatto indubbiamente inconsueto nel panorama italiano, dopo anni di insensibilità. Tuttavia speriamo vivamente che questo approccio non si trasformi nel corso del tempo come "un contentino" per le Associazioni ambientaliste e per la popolazione interessata.