Definiamo insieme il futuro: che fare del nostro territorio?
La serata di lunedì 3 novembre, ha lo scopo di far riflettere sul problema della progressiva cementificazione del nostro territorio e sulle esperienze amministrative che hanno portato a risultati positivi oppure a casi assai discutibili. Da un lato vuol far conoscere l'esperienza innovativa del comune di Cassinetta di Lugagnano, che ha visto amministrazione e cittadini collaborare per evitare di consumare altro suolo con nuove lottizzazioni; dall'altro vuol evidenziare le grandi contraddizioni urbanistiche del nostro territorio. Vuole infine mostrare nuovi valori e nuove modalità per la “progettazione ecologica del territorio”.

Perché porsi il problema del consumo del suolo? Innanzi tutto ricordiamo
che l'Assessorato al Territorio, ai Parchi e Agenda 21 della Provincia di
Milano l'8 ottobre scorso ha presentato i risultati dello studio sull'impronta
ecologica della Provincia. Il valore medio dell'impronta per gli abitanti
della provincia di Milano è in linea con il valore medio italiano
(4,17 ha/ab); il fatto preoccupante è che il territorio “naturale”
rimasto a disposizione dei milanesi (la biocapacità) è molto
ridotto per cui il deficit di un abitante della nostra provincia (4,03 ettari/ab)
è ben superiore a quello medio italiano (3,1 ha/ab): una differenza
in peggio di circa il 30%! Per essere in equilibrio ecologico i nostri comuni
dovrebbero avere una superficie di oltre 60 volte quella reale. Questi dati
fanno capire quanto sia importante fare ogni sforzo per:
• tutelare il terreno agricolo dalla cementificazione causata sia
dalle grandi opere (Pedemontana, EXPO, BRE.BE.MI ecc. con le annesse edificazioni
che saranno aggiunte a contorno, vedi autostrada Milano Venezia) sia dal
cosiddetto sprawl urbano (la città diffusa) dovuto al dilagare di
case e villette
• sostenere progetti come la Dorsale verde, una sorta di “autostrada
per la fauna” che potrebbe collegare il Ticino all'Adda grazie ad
una serie ininterrotta di di terreni coltivati o boscati.
La tutela del territorio agricolo
rimasto è importante dal punto di vista della sicurezza alimentare,
dell'equilibrio ecologico, del mantenimento di una fondamentale attività
economica, quella dell'agricoltura, che tra i vari benefici ha anche quello
di mantenere il paesaggio (a costo zero per le amministrazioni pubbliche),
paesaggio nel quale (ancora a costo zero) possiamo rigenerarci lo spirito
ritrovando un minimo di contatto con gli animali e le piante.
E' inoltre importante valutare un altro aspetto. Spesso i comuni per poter
coprire la spesa corrente approvano lottizzazioni dalle quali ricavano oneri
di urbanizzazione.
Le lottizzazioni però portano nuovi abitanti e questi comportano
la creazione/potenziamento di nuovi servizi generando nuove spese. In questo
modo si crea un circolo vizioso che alla fine porta all'esaurimento di tutto
il territorio disponibile.
Occorre quindi che le amministrazioni locali inizino al più presto a pensare a come sostituire queste entrate con altre: in questo processo è fondamentale il coinvolgimento e la responsabilizzazione dei cittadini da motivare grazie ad un'opera di formazione/informazione.
Percentuale di copertura del suolo dei vari
comuni della Brianza e del Vimercatese
3 - 25% Cornate d'Adda,Bellinzago, Inzago, Pozzuolo M.
26 - 41% Aicurzio, Bellusco, Busnago, Caponago, Correzzana, Mezzago, Ornago,
Roncello, Sulbiate, Triuggio, Usmate Velate
42 - 58% Agrate, Arcore, Bernareggio, Burago, Camparada, Carnate, Concorezzo,
Lesmo, Ronco Briantino
59 - 76% Biassono, Brugherio, Carugate, Macherio, Monza, Sovico
77 - 100% Villasanta, Vedano al Lambro, Lissone
Per vedere lo studio sull'impronta ecologica della provincia di Milano e
sapere cosa è:
http://www.provincia.mi.it/pianificazione_territoriale/agenda_21/progetti_iniziative/Impronta_Ecologica/
Osservatorio PGT del Vimercatese: www.pgtvimercatese.it
www.retelilliput.org